TRICESIMO – PARCO DI VILLA CICERI – VIA UGO FOSCOLO 15
Quarto evento a Villa Ciceri domenica 24 luglio alle ore 18 presentazione di: STORIA DEL FRIULI E DEI FRIULANI DALLE ORIGINI A NOI Libro storico di: WALTER TOMADA Edizioni Biblioteca dell’immagine dialoga con l’autore: ANTONELLA SBUELZ Storia del Friuli e dei Friulani è il libro d’un popolo, della sua terra, delle sue condizioni di vita, della sua fede religiosa e popolare, di cosa è accaduto nei suoi millenni di Storia. Dall’era glaciale all’uomo delle caverne, dai tumuli ai castellieri, e così l’avvento dei Venetici e dei Celti, Roma con il suo esercito e la fondazione di Cividale e della grande Aquileia, la distruzione portata da Attila, l’era dei Longobardi, quando i Duchi friulani diventavano Re d’Italia, il 3 aprile 1077, la millenaria stagione dei Patriarchi, la Serenissima, le eresie e le arti, il passaggio di Napoleone e poi l’Austria, il Risorgimento e il 1866, gli anni della fame e le innovazioni dell’Ottocento, la Grande Guerra, Caporetto, il biennio rosso e il fascismo, la Seconda guerra mondiale e la resistenza friulana, il Novecento e le sue tensioni di confine, il prima e il dopo Terremoto… E su tutto, l’anima e le tradizioni, che qui sono antiche quanto il tempo. L’autore, dopo anni di studio, ricerca e scrittura, ci consegna un’opera che è un lungo, appassionante, viaggio nei nostri millenni, alla ricerca delle radici profonde di una terra, il Friuli.
Terzo evento a Villa Ciceri domenica 10 luglio alle ore 18,00 presentazione di: Alla fine dei baci
romanzo e canzoni di Marco Anzovino Edizioni Biblioteca dell’immagine
dialoga con l’autore: Anna Piuzzi
Ci sono le band giovanili, la voglia di suonare insieme, di accordarsi l’uno con l’altro prima ancora di farlo con gli strumenti. C’è il fascino di un cinema di provincia e di una storia che si dipana intorno. Giada e Luca sono due adolescenti che suonano nella stessa band, i Dacapo, ed attraverso l’esperienza della musica, vivono anche quella dell’amore. Condividono con i loro amici una sala prove in un garage, i sogni di libertà, le paure, il palco, i segreti che solo a diciassette anni si possono avere. Un romanzo che racconta l’irrefrenabile vitalità e l’immensa fragilità a cui si espongono, accompagnato da un Qr code che spalanca a 17 brani del passato e del presente di Marco Anzovino. Un progetto che coinvolge ed emoziona da leggere ed ascoltare tutto d’un fiato.
Marco Anzovino, assistente sociale , musicoterapeuta, scrittore, docente. Dal 2004 svolge l’attività di educatore e musicoterapeuta nella Comunità per il recupero di ragazzi tossicodipendenti “Villa Renata” (Lido di Venezia) collaborando con l’Hospice di San Vito al Tagliamento, il CRO di Aviano, Il Carcere di Udine, il Centro per Disturbi Alimentari “La Casa delle Farfalle”, il Ser.D. di Pordenone e Portogruaro.
Nel 2014 ha pubblicato il libro-cd Turno di Notte e nel 2016 Le Ragazze al terzo piano. Nel 2015 è stato coordinatore degli educatori dell’Istituto per minori non accompagnati “Casa Immacolata” di Udine. E’ docente presso la Scuola di specializzazione di Musicoterapia “G.Ferrari” di Padova. Nel 2017 riceve una menzione speciale al premio letterario Il Golfo dei Poeti a Porto Venere. Come cantautore ha vinto numerosi concorsi nazionali con brani di sua composizione (Premio Recanati, premio Canzone d’Autore, Premio Solo Musica Italiana).
Secondo evento a Villa Ciceri domenica 26 giugno alle ore 18,00 presentazione del romanzo: Incantevole Ludo di Pier Giorgio Gri Forum – Editrice Universitaria Udinese dialoga con l’autore: Antonella Sbuelz
Dopo Intrecci del tempo presente ecco Incantevole Ludo.
Pier Giorgio Gri ci racconta, con consueta delicatezza, una struggente storia di disagio giovanile.
La Ludo è una cascata di capelli rosso fuoco. Una ragazza intelligente, riflessiva – dicono i prof – ma insidiata dall’insoddisfazione di sé, del proprio corpo, delle proprie capacità.
Il racconto di pochi mesi, dalla primavera all’inverno, tra amicizie complicate e una famiglia perbene, tra l’aula di scuola, percorsa da passioni e smarrimenti, e la camera di casa, silenzioso precario rifugio.
Nel suo cammino insolito e tormentato Ludo sembra assecondare un impenetrabile destino.
«Volere… cosa? Non è di questo che l’accusano, di non avere forza di volontà? Lei ce l’ha la forza, non di volere. Piuttosto, di non volere: parlare, partecipare, mangiare.
Che poi, lei neanche ha capito dove stia, la volontà: è una forma del pensare? Davvero? Cartesio l’ha messa in confusione, ci sarà pure un qualche filosofo che ha scritto qualcosa di meglio.
L’intelligenza certo non la dirige, però la contamina, la deprime… Sarà anche potente – la volontà – ma non può tutto: può ammalarsi deteriorarsi svanire… E a quel punto? Non ci sono pastiglie per la volontà».
Evento finanziato da fondi ministeriali e regionali per il Terzo Settore
Per prenotazione (consigliata) contatta Le Nuove Querce O.D.V. tel. / whatstapp/ sms 328 3889885 – 328 8387794 e.mail: lenuovequerce@gmail.com
Torna Estate a Villa Ciceri La rassegna 2022 si apre DOMENICA 5 GIUGNO alle ore 18 con la presentazione del libro:
Il furlan “queneau” ti stufe
manuale per giocare con le parole di
Carlo Tolazzi edito da KAPPAVU
gioca con l’autore: Walter Tomada
Sapere che “No dome modòn” è una frase che si può leggere con lo stesso significato tanto iniziando da sinistra quanto da destra, non ti cambia la vita.
Riuscire a mettere insieme trenta righe di prosa senza mai usare la lettera a non ti dà il Nobel.
Scoprire che lâ tal mar a fâs mâl più che un pregiudizio è una frase che usa sempre la stessa vocale non ti arricchisce la conoscenza interiore.Si chiama giocare con le parole.
Lo ha ispirato, senza neppure saperlo, Raymond Queneau (si legge “chenò”) con il suo laboratorio di letteratura potenziale (Oulipo), ed è molto consigliato, specialmente in caso di: allergia alle grammatiche, alla koinè, alle coniugazioni e alle grafie istituzionali; sbadigliamenti; non saper come passare il tempo; lunghe attese dal medico, per il treno o l’autobus; perdita di telefonino; nausea della televisione. Tenerlo a portata dei bambini.
Savê che No dome modon e je une frase che si pues lei cul istès significât sei tacant di çampe sei di drete, no ti cambie la vite.
Rivâ a meti adun trente riis di prose cence doprâ mai la letare a no ti dà il Nobel.
Scuvierzi che lâ tal mar a fâs mâl plui che un prejudizi e je une frase che e dopre simpri la stesse vocâl no ti insiore la cognossince interiôr.
Si clame zuiâ cu lis peraulis. Lu à ispirât, cence nancje savêlu, Raymond Queneau (si lei “chenò”) cul so laboratori di leterature potenziâl (Oulipo), e al è conseât une vore, massime in câs di: alergjie a lis gramatichis, ae koinè, a lis coniugazions e a lis grafiis istituzionâls; sossedàrie; no savê ce fâ; spietis lungjiis dal miedi, dal tren o dal autobus; pierdite dal celulâr; nàusie de television.
Tignîlu a tîr dai fruts.
Evento finanziato da fondi ministeriali e regionali per il Terzo Settore
Per prenotazione (consigliata) contatta Le Nuove Querce O.D.V. tel. / whatstapp/ sms 328 3889885 – 328 8387794 e.mail: lenuovequerce@gmail.com
intervengono: Anna Masutti , pres. Agedo Friuli Patrizia Fiore, avvocata.
La storia di Greta, 15 enne transgender: “Io sono nel corpo giusto” Greta vive a Ravenna e all’età di dodici anni ha fatto coming out, iniziando il suo percorso di transizione prima dicendolo apertamente, poi iniziando la cura con dei bloccanti “reversibili”, assicura la quindicenne. Per anni si è sentita una bambina, facendo fatica coi suoi coetanei e vivendo momenti molto difficili, che non sono mancati anche al resto della famiglia e in particolare alla mamma Cinzia. Poi le cose sono cambiate e oggi Greta è felice. “Nessuna persona è in un corpo sbagliato: io sono in un corpo giusto, che adatto a ciò che sono. E sono Greta lo stesso, anche non intraprendo nessun percorso”. Parola, appunto, di Greta, 15enne transgender di Ravenna, iscritta al liceo artistico e con diversi sogni nel cassetto: diventare una make up artist oppure una stilista, o ancora un’attrice.
Quel che è certo, è che a 12 anni, quando era ancora in seconda media, Greta ha già deciso una cosa, la più importante: essere finalmente sé stessa. Il suo coming out, infatti, è arrivato molto presto, considerando che “c’è chi indossa altri vestiti per cinquant’anni prima di riuscirci”, ricorda la madre, Cinzia Messina.
Ed è stato un momento davvero importante per tutti, genitori compresi. Perché prima di arrivarci non sono mancate le sofferenze e le difficoltà.
Fin da piccola, racconta la mamma della quindicenne, si è sempre sentita una ragazza. E per anni, non è stato facile né per lei accettare il fatto di non sentirsi riconosciuta come tale, né per i genitori, che non riuscivano a comprendere bene cosa stesse accadendo.
Per dodici anni non ha fatto altro che ripetere a tutti di sentirsi una bambina. “Era abbastanza stressante -ammette Cinzia-, perchè non capivo. All’inizio pensavo fosse un gioco, ma poi è durato nel tempo, fino al suo coming out. Questo ha cambiato totalmente la mia vita e mi ha reso una persona felice”. Intanto perché tutti i dubbi di mamma e papà su qualche possibile malattia erano stati scongiurati.“È stata una rinascita un po’ per tutti” assicura ancora Cinzia, mentre Greta, pur riconoscendo il ruolo fondamentale dei genitori, precisa: “Non è stata una famiglia speciale, perché secondo me i genitori che non accolgono per quello che sono, non si devono neanche chiamare genitori”.
In occasione della campagna Io per lei 2022 tornano i Cuori di biscotto Telethon: sceglili come regalo e dona una speranza alle mamme che credono nella ricerca. I Cuori di biscotto sono disponibili quest’anno in una rinnovata confezione colorata ed esclusiva e in tre differenti gusti: pasta frolla al burro, al cacao con gocce di cioccolato e con farina integrale. Ancora una volta nascono dalla collaborazione tra Fondazione Telethon e la storica pasticcerie genovese Grondona che ha realizzato i biscotti con materie prime di qualità, seguendo ricette originali e gustose.
Nel 1997 il “Messaggero Veneto” decise di pubblicare una rubrica, “Sotto la lente”, che ospitava diversi contributi giornalistici. E Domenico Pecile inventò “Gente di Udine”, cinquantacinque ritratti di udinesi per altrettante microstorie non riguardanti la cronaca. Fu quasi una sorta di esercitazione “letteraria” visto che ognuno di quei mini racconti doveva essere scritto con il medesimo numero di battute. La nuova edizione del libro, “Gente di Udine (e non solo)”, contiene ora anche altre storie e nuovi personaggi scelti e legati squisitamente a vicende di cronaca friulana; spaziano dalla politica all’economia, ma raccontano pure altre esperienze di vita. Quelli non ascrivibili a una testata giornalistica erano in attesa di pubblicazione.
Per le prenotazioni rivolgersi alle biblioteche dei Comuni che ospitano gli eventi o presso le librerie-location degli incontri. Sul sito www.lanottedeilettori.com è disponibile l’elenco completo con i riferimenti.
Come Papaveri Rossi La vita straordinaria di un ferroviere socialista, dalla Sicilia più profonda al confine orientale.
Romanzo di ANGELO FLORAMO
Dialoga con l’autore: MARTINA DEL PICCOLO
Letture di SONIA COSSETTINI
Intermezzi musicali di BENEDETTO PARISI
Una storia rimossa dalla coscienza collettiva degli italiani, “brava gente” a dimenticare.
Un romanzo che abbraccia tre generazioni, che si muove nel tempo e nella geografia e che ha il sapore della lotta e dell’anarchia.
È cucito assieme in una lingua sporca, palpitante, selvatica, capace di stupori, rabbie e malinconie, intrisa di una sensualità difficile da contenere.
Tra le pagine i paesaggi della Sicilia diventano quelli dell’anima. L’amicizia si interseca con la passione politica, l’amore più puro con quella febbre animale capace di ammalare le pieghe del cuore.
Tutto approda nel 1926 a Sveto, un villaggio di sassi sloveno diventato italiano per forza alla fine della Grande Guerra.
È lì che il ferroviere socialista di Fùrniri metterà radice, mentre sotto le pietre dell’altopiano, in quel Carso così lontano, sta già dischiudendosi il seme di un’altra storia. Dove gli uomini e le donne sono simili ai papaveri. Pronti a innalzare la bandiera rossa della rivolta sull’alito della Primavera. Cadono, alle volte. Ma ritornano numerosi, ogni volta che la falce crede di averli tagliati via per sempre.
Entrata libera con obbligo di Green Pass Rafforzato e mascherina FFP2 Per prenotazione (consigliata) contatta Le Nuove Querce O.D.V. tel. / whatstapp/ sms 328 3889885 – 328 8387794 e.mail: lenuovequerce@gmail.com
Auditorium Scuola Secondaria di Tricesimo – via Volontari della libertà, 20
domenica 20 marzo 2022 – ore 18,00 NAI CAO Suor Amelia Cimolino
interviene: Antonietta Cimolino
Letture: Leda Palma
Intermezzi musicali Nicole Coceancig
Suor Amelia Cimolino nasce a Carpacco di Dignano (UD) il 20 settembre 1912 da Amelia e Antonio Cimolino. Una ragazza di campagna come tante, operaia nella filanda del paese e pronta a diventare sposa e madre ma…un giorno sua mamma la spinge ad andare alla messa per ascoltare le parole di un missionario. Maria, chiamata Mariute, contro voglia ci va. Durante l’omelia improvvisamente sentì un fuoco dentro, non capiva cosa le stava succedendo. Improvvisa era arrivata la vocazione. Si rivolse al parroco mons. Sant che la indirizzò dalle suore di Fagagna. Aveva 19 anni e la sola cosa che desiderava era andare in missione fra i lebbrosi. Il noviziato presso le suore di Carità o di Maria Bambina a Bergamo e la scuola infermiera per malattie tropicali a Genova. L’8 dicembre 1933 “la vestizione” a Bergamo dove chiede di prendere il nome della mamma “Amelia”. Abbandonò tutto e tutti per seguire il fuoco che ardeva dentro, l’amore verso i più poveri e bisognosi; chiese di andare nei paesi flagellati dalla lebbra: India e Birmania. Nel 1934 sbarca in India diretta in Birmania dove svolge la sua opera fra i lebbrosi, con amore e carità, con il totale sacrificio personale nel tentativo di contribuire alla sopravvivenza delle popolazioni più dimenticate, esprimendo la più vera solidarietà umana: senza distinzione di razza, religione e cultura. Era chiamata “mamma bianca” (nai cao). Nel 1970 viene rimpatriata in per gravi motivi di salute. Guarita riparte per l’India dove con il generoso contributo dei benefattori italiani e non, ai quali mai è mancato il suo grazie e la sua preghiera, ha creato un villaggio “Olavina Halli” “Villaggio dell’Amore” dove i più poveri, i diseredati, ammalati, lebbrosi, “gli ultimi”, hanno un ricovero, delle cure mediche, un pasto al giorno e soprattutto l’amore; un luogo dove la persona riacquista una dignità, la dignità d’uomo che la vita gli aveva tolto. 72 anni di missione di cui 36 in Birmania dove giunse appena 22enne con il solo desiderio di aiutare i lebbrosi, gli ultimi, gli abbandonati da tutti. Suor Amelia è tornata alla Casa del Padre il 19 giugno 2006 all’età di 94 anni.
Green pass rafforzato obbligatorio mascherina ffp2 obbligatoria ingresso libero con prenotazione consigliata Nuove Querce Tel. / whatstapp 328 3889885/328 8387794 lenuovequerce@gmail.com
Posted: Luglio 15, 2022 by Maurizio Artico Leave a Comment
ESTATE A VILLA CICERI 2022
STORIA DEL FRIULI E DEI FRIULANI
DALLE ORIGINI A NOI
TRICESIMO – PARCO DI VILLA CICERI – VIA UGO FOSCOLO 15
Quarto evento a Villa Ciceri
domenica 24 luglio alle ore 18
presentazione di:
STORIA DEL FRIULI E DEI FRIULANI
DALLE ORIGINI A NOI
Libro storico di:
WALTER TOMADA
Edizioni Biblioteca dell’immagine
dialoga con l’autore:
ANTONELLA SBUELZ
Storia del Friuli e dei Friulani è il libro d’un popolo, della sua terra, delle sue condizioni di vita, della sua fede religiosa e popolare, di cosa è accaduto nei suoi millenni di Storia.
Dall’era glaciale all’uomo delle caverne, dai tumuli ai castellieri, e così l’avvento dei Venetici e dei Celti, Roma con il suo esercito e la fondazione di Cividale e della grande Aquileia, la distruzione portata da Attila, l’era dei Longobardi, quando i Duchi friulani diventavano Re d’Italia, il 3 aprile 1077, la millenaria stagione dei Patriarchi, la Serenissima, le eresie e le arti, il passaggio di Napoleone e poi l’Austria, il Risorgimento e il 1866, gli anni della fame e le innovazioni dell’Ottocento, la Grande Guerra, Caporetto, il biennio rosso e il fascismo, la Seconda guerra mondiale e la resistenza friulana, il Novecento e le sue tensioni di confine, il prima e il dopo Terremoto…
E su tutto, l’anima e le tradizioni, che qui sono antiche quanto il tempo.
L’autore, dopo anni di studio, ricerca e scrittura, ci consegna un’opera che è un lungo, appassionante, viaggio nei nostri millenni, alla ricerca delle radici profonde di una terra, il Friuli.
Last Updated: Luglio 5, 2022 by Maurizio Artico Leave a Comment
ESTATE A VILLA CICERI 2022 – ALLA FINE DEI BACI
ESTATE A VILLA CICERI 2022 – ALLA FINE DEI BACI
Terzo evento a Villa Ciceri
domenica 10 luglio alle ore 18,00
presentazione di:
Alla fine dei baci
romanzo e canzoni
di Marco Anzovino
Edizioni Biblioteca dell’immagine
dialoga con l’autore:
Anna Piuzzi
Ci sono le band giovanili, la voglia di suonare insieme, di accordarsi l’uno con l’altro prima ancora di farlo con gli strumenti.
C’è il fascino di un cinema di provincia e di una storia che si dipana intorno.
Giada e Luca sono due adolescenti che suonano nella stessa band, i Dacapo, ed attraverso l’esperienza della musica, vivono anche quella dell’amore. Condividono con i loro amici una sala prove in un garage, i sogni di libertà, le paure, il palco, i segreti che solo a diciassette anni si possono avere.
Un romanzo che racconta l’irrefrenabile vitalità e l’immensa fragilità a cui si espongono, accompagnato da un Qr code che spalanca a 17 brani del passato e del presente di Marco Anzovino.
Un progetto che coinvolge ed emoziona da leggere ed ascoltare tutto d’un fiato.
Marco Anzovino,
assistente sociale , musicoterapeuta, scrittore, docente. Dal 2004 svolge l’attività di educatore e musicoterapeuta nella Comunità per il recupero di ragazzi tossicodipendenti “Villa Renata” (Lido di Venezia) collaborando con l’Hospice di San Vito al Tagliamento, il CRO di Aviano, Il Carcere di Udine, il Centro per Disturbi Alimentari “La Casa delle Farfalle”, il Ser.D. di Pordenone e Portogruaro.
Nel 2014 ha pubblicato il libro-cd Turno di Notte e nel 2016 Le Ragazze al terzo piano. Nel 2015 è stato coordinatore degli educatori dell’Istituto per minori non accompagnati “Casa Immacolata” di Udine. E’ docente presso la Scuola di specializzazione di Musicoterapia “G.Ferrari” di Padova. Nel 2017 riceve una menzione speciale al premio letterario Il Golfo dei Poeti a Porto Venere. Come cantautore ha vinto numerosi concorsi nazionali con brani di sua composizione (Premio Recanati, premio Canzone d’Autore, Premio Solo Musica Italiana).
Posted: Giugno 13, 2022 by Maurizio Artico Leave a Comment
ESTATE A VILLA CICERI 2022 INCANTEVOLE LUDO
Secondo evento a Villa Ciceri
domenica 26 giugno alle ore 18,00
presentazione del romanzo:
Incantevole Ludo
di Pier Giorgio Gri
Forum – Editrice Universitaria Udinese
dialoga con l’autore:
Antonella Sbuelz
Dopo Intrecci del tempo presente ecco Incantevole Ludo.
Pier Giorgio Gri ci racconta, con consueta delicatezza, una struggente storia di disagio giovanile.
La Ludo è una cascata di capelli rosso fuoco. Una ragazza intelligente, riflessiva – dicono i prof – ma insidiata dall’insoddisfazione di sé, del proprio corpo, delle proprie capacità.
Il racconto di pochi mesi, dalla primavera all’inverno, tra amicizie complicate e una famiglia perbene, tra l’aula di scuola, percorsa da passioni e smarrimenti, e la camera di casa, silenzioso precario rifugio.
Nel suo cammino insolito e tormentato Ludo sembra assecondare un impenetrabile destino.
«Volere… cosa? Non è di questo che l’accusano, di non avere forza di volontà? Lei ce l’ha la forza, non di volere. Piuttosto, di non volere: parlare, partecipare, mangiare.
Che poi, lei neanche ha capito dove stia, la volontà: è una forma del pensare? Davvero? Cartesio l’ha messa in confusione, ci sarà pure un qualche filosofo che ha scritto qualcosa di meglio.
L’intelligenza certo non la dirige, però la contamina, la deprime… Sarà anche potente – la volontà – ma non può tutto: può ammalarsi deteriorarsi svanire… E a quel punto? Non ci sono pastiglie per la volontà».
Evento finanziato da fondi ministeriali e regionali per il Terzo Settore
Per prenotazione (consigliata) contatta Le Nuove Querce O.D.V.
tel. / whatstapp/ sms
328 3889885 – 328 8387794
e.mail: lenuovequerce@gmail.com
Last Updated: Maggio 20, 2022 by Maurizio Artico Leave a Comment
ESTATE A VILLA CICERI 2022 Il furlan “queneau” ti stufe
Torna Estate a Villa Ciceri
La rassegna 2022 si apre
DOMENICA 5 GIUGNO alle ore 18 con la presentazione del libro:
Il furlan “queneau” ti stufe
manuale per giocare con le parole di
Carlo Tolazzi
edito da KAPPAVU
gioca con l’autore: Walter Tomada
Sapere che “No dome modòn” è una frase che si può leggere con lo stesso significato tanto iniziando da sinistra quanto da destra, non ti cambia la vita.
Riuscire a mettere insieme trenta righe di prosa senza mai usare la lettera a non ti dà il Nobel.
Scoprire che lâ tal mar a fâs mâl più che un pregiudizio è una frase che usa sempre la stessa vocale non ti arricchisce la conoscenza interiore.Si chiama giocare con le parole.
Lo ha ispirato, senza neppure saperlo, Raymond Queneau (si legge “chenò”) con il suo laboratorio di letteratura potenziale (Oulipo), ed è molto consigliato, specialmente in caso di: allergia alle grammatiche, alla koinè, alle coniugazioni e alle grafie istituzionali; sbadigliamenti; non saper come passare il tempo; lunghe attese dal medico, per il treno o l’autobus; perdita di telefonino; nausea della televisione.
Tenerlo a portata dei bambini.
Savê che No dome modon e je une frase che si pues lei cul istès significât sei tacant di çampe sei di drete, no ti cambie la vite.
Rivâ a meti adun trente riis di prose cence doprâ mai la letare a no ti dà il Nobel.
Scuvierzi che lâ tal mar a fâs mâl plui che un prejudizi e je une frase che e dopre simpri la stesse vocâl no ti insiore la cognossince interiôr.
Si clame zuiâ cu lis peraulis. Lu à ispirât, cence nancje savêlu, Raymond Queneau (si lei “chenò”) cul so laboratori di leterature potenziâl (Oulipo), e al è conseât une vore, massime in câs di: alergjie a lis gramatichis, ae koinè, a lis coniugazions e a lis grafiis istituzionâls; sossedàrie; no savê ce fâ; spietis lungjiis dal miedi, dal tren o dal autobus; pierdite dal celulâr; nàusie de television.
Tignîlu a tîr dai fruts.
Evento finanziato da fondi ministeriali e regionali per il Terzo Settore
Per prenotazione (consigliata) contatta Le Nuove Querce O.D.V.
tel. / whatstapp/ sms
328 3889885 – 328 8387794
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Posted: Maggio 6, 2022 by Maurizio Artico Leave a Comment
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L’OMOFOBIA LA BIFOBIA E LA TRANSFOBIA – IO SONO IO
IO SONO IO
di Cinzia Messina
intervengono:
Anna Masutti , pres. Agedo Friuli
Patrizia Fiore, avvocata.
La storia di Greta, 15 enne transgender: “Io sono nel corpo giusto”
Greta vive a Ravenna e all’età di dodici anni ha fatto coming out, iniziando il suo percorso di transizione prima dicendolo apertamente, poi iniziando la cura con dei bloccanti “reversibili”, assicura la quindicenne.
Per anni si è sentita una bambina, facendo fatica coi suoi coetanei e vivendo momenti molto difficili, che non sono mancati anche al resto della famiglia e in particolare alla mamma Cinzia. Poi le cose sono cambiate e oggi Greta è felice.
“Nessuna persona è in un corpo sbagliato: io sono in un corpo giusto, che adatto a ciò che sono. E sono Greta lo stesso, anche non intraprendo nessun percorso”. Parola, appunto, di Greta, 15enne transgender di Ravenna, iscritta al liceo artistico e con diversi sogni nel cassetto: diventare una make up artist oppure una stilista, o ancora un’attrice.
Quel che è certo, è che a 12 anni, quando era ancora in seconda media, Greta ha già deciso una cosa, la più importante: essere finalmente sé stessa. Il suo coming out, infatti, è arrivato molto presto, considerando che “c’è chi indossa altri vestiti per cinquant’anni prima di riuscirci”, ricorda la madre, Cinzia Messina.
Ed è stato un momento davvero importante per tutti, genitori compresi. Perché prima di arrivarci non sono mancate le sofferenze e le difficoltà.
Fin da piccola, racconta la mamma della quindicenne, si è sempre sentita una ragazza. E per anni, non è stato facile né per lei accettare il fatto di non sentirsi riconosciuta come tale, né per i genitori, che non riuscivano a comprendere bene cosa stesse accadendo.
Per dodici anni non ha fatto altro che ripetere a tutti di sentirsi una bambina. “Era abbastanza stressante -ammette Cinzia-, perchè non capivo. All’inizio pensavo fosse un gioco, ma poi è durato nel tempo, fino al suo coming out.
Questo ha cambiato totalmente la mia vita e mi ha reso una persona felice”. Intanto perché tutti i dubbi di mamma e papà su qualche possibile malattia erano stati scongiurati.“È stata una rinascita un po’ per tutti” assicura ancora Cinzia, mentre Greta, pur riconoscendo il ruolo fondamentale dei genitori, precisa: “Non è stata una famiglia speciale, perché secondo me i genitori che non accolgono per quello che sono, non si devono neanche chiamare genitori”.
Posted: Maggio 6, 2022 by Maurizio Artico Leave a Comment
Setemane de culture furlane – Ae scuvierte su la cuvierte…
Last Updated: Maggio 6, 2022 by Maurizio Artico Leave a Comment
Cuor di biscotto Telethon 2022
In occasione della campagna Io per lei 2022 tornano i Cuori di biscotto Telethon: sceglili come regalo e dona una speranza alle mamme che credono nella ricerca.
I Cuori di biscotto sono disponibili quest’anno in una rinnovata confezione colorata ed esclusiva e in tre differenti gusti: pasta frolla al burro, al cacao con gocce di cioccolato e con farina integrale. Ancora una volta nascono dalla collaborazione tra Fondazione Telethon e la storica pasticcerie genovese Grondona che ha realizzato i biscotti con materie prime di qualità, seguendo ricette originali e gustose.
Posted: Aprile 29, 2022 by Maurizio Artico Leave a Comment
Aspettando la notte dei lettori
Nel 1997 il “Messaggero Veneto” decise di pubblicare una rubrica, “Sotto la lente”, che ospitava diversi contributi giornalistici. E Domenico Pecile inventò “Gente di Udine”, cinquantacinque ritratti di udinesi per altrettante microstorie non riguardanti la cronaca. Fu quasi una sorta di esercitazione “letteraria” visto che ognuno di quei mini racconti doveva essere scritto con il medesimo numero di battute. La nuova edizione del libro, “Gente di Udine (e non solo)”, contiene ora anche altre storie e nuovi personaggi scelti e legati squisitamente a vicende di cronaca friulana; spaziano dalla politica all’economia, ma raccontano pure altre esperienze di vita. Quelli non ascrivibili a una testata giornalistica erano in attesa di pubblicazione.
Per le prenotazioni rivolgersi alle biblioteche dei Comuni che ospitano gli eventi o presso le librerie-location degli incontri.
Sul sito www.lanottedeilettori.com è disponibile l’elenco completo con i riferimenti.
Last Updated: Maggio 6, 2022 by Maurizio Artico Leave a Comment
COME PAPAVERI ROSSI
25 APRILE 2022
FESTA DELLA LIBERAZIONE
Tricesimo , ore 18,00
Auditorium Scuole Medie
via Volontari della Libertà n. 20,
Come Papaveri Rossi
La vita straordinaria di un ferroviere socialista, dalla Sicilia più profonda al confine orientale.
Romanzo di ANGELO FLORAMO
Dialoga con l’autore: MARTINA DEL PICCOLO
Letture di SONIA COSSETTINI
Intermezzi musicali di BENEDETTO PARISI
Una storia rimossa dalla coscienza collettiva degli italiani, “brava gente” a dimenticare.
Un romanzo che abbraccia tre generazioni, che si muove nel tempo e nella geografia e che ha il sapore della lotta e dell’anarchia.
È cucito assieme in una lingua sporca, palpitante, selvatica, capace di stupori, rabbie e malinconie, intrisa di una sensualità difficile da contenere.
Tra le pagine i paesaggi della Sicilia diventano quelli dell’anima. L’amicizia si interseca con la passione politica, l’amore più puro con quella febbre animale capace di ammalare le pieghe del cuore.
Tutto approda nel 1926 a Sveto, un villaggio di sassi sloveno diventato italiano per forza alla fine della Grande Guerra.
È lì che il ferroviere socialista di Fùrniri metterà radice, mentre sotto le pietre dell’altopiano, in quel Carso così lontano, sta già dischiudendosi il seme di un’altra storia. Dove gli uomini e le donne sono simili ai papaveri. Pronti a innalzare la bandiera rossa della rivolta sull’alito della Primavera. Cadono, alle volte. Ma ritornano numerosi, ogni volta che la falce crede di averli tagliati via per sempre.
Entrata libera con obbligo di
Green Pass Rafforzato e mascherina FFP2
Per prenotazione (consigliata) contatta Le Nuove Querce O.D.V.
tel. / whatstapp/ sms 328 3889885 – 328 8387794
e.mail: lenuovequerce@gmail.com
Last Updated: Maggio 6, 2022 by Maurizio Artico Leave a Comment
NAI CAO
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
Auditorium Scuola Secondaria di Tricesimo – via Volontari della libertà, 20
domenica 20 marzo 2022 – ore 18,00
NAI CAO Suor Amelia Cimolino
interviene:
Antonietta Cimolino
Letture:
Leda Palma
Intermezzi musicali
Nicole Coceancig
Suor Amelia Cimolino nasce a Carpacco di Dignano (UD) il 20 settembre 1912 da Amelia e Antonio Cimolino. Una ragazza di campagna come tante, operaia nella filanda del paese e pronta a diventare sposa e madre ma…un giorno sua mamma la spinge ad andare alla messa per ascoltare le parole di un missionario. Maria, chiamata Mariute, contro voglia ci va. Durante l’omelia improvvisamente sentì un fuoco dentro, non capiva cosa le stava succedendo. Improvvisa era arrivata la vocazione. Si rivolse al parroco mons. Sant che la indirizzò dalle suore di Fagagna. Aveva 19 anni e la sola cosa che desiderava era andare in missione fra i lebbrosi. Il noviziato presso le suore di Carità o di Maria Bambina a Bergamo e la scuola infermiera per malattie tropicali a Genova. L’8 dicembre 1933 “la vestizione” a Bergamo dove chiede di prendere il nome della mamma “Amelia”. Abbandonò tutto e tutti per seguire il fuoco che ardeva dentro, l’amore verso i più poveri e bisognosi; chiese di andare nei paesi flagellati dalla lebbra: India e
Birmania. Nel 1934 sbarca in India diretta in Birmania dove svolge la sua opera fra i lebbrosi, con amore e carità, con il totale sacrificio personale nel tentativo di contribuire alla sopravvivenza delle popolazioni più dimenticate, esprimendo la più vera solidarietà umana: senza distinzione di razza, religione e cultura. Era chiamata “mamma bianca” (nai cao). Nel 1970 viene rimpatriata in per gravi motivi di salute. Guarita riparte per l’India dove con il generoso contributo dei benefattori italiani e non, ai quali mai è mancato il suo grazie e la sua preghiera, ha creato un villaggio “Olavina Halli” “Villaggio dell’Amore” dove i più poveri, i diseredati, ammalati, lebbrosi, “gli ultimi”, hanno un ricovero, delle cure mediche, un pasto al giorno e soprattutto l’amore;
un luogo dove la persona riacquista una dignità, la dignità d’uomo che la vita gli aveva tolto. 72 anni di missione di cui 36 in Birmania dove giunse appena 22enne con il solo desiderio di aiutare i lebbrosi, gli ultimi, gli abbandonati da tutti. Suor Amelia è tornata alla Casa del Padre il 19 giugno 2006 all’età di 94 anni.
Green pass rafforzato obbligatorio
mascherina ffp2 obbligatoria
ingresso libero con prenotazione consigliata
Nuove Querce Tel. / whatstapp
328 3889885/328 8387794
lenuovequerce@gmail.com
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